Questa sera su Rai4, ore 21.10, sarà trasmesso Ip Man 2, secondo capitolo della saga dedicata al celebre maestro di kung-fu interpretato dal divo delle arti marziali Donnie Yen. Presentato al Far East Film 12, Ip Man 2 (2010) porta le stesse firme del fortunato primo capitolo, già miglior film alla 28ª edizione degli Hong Kong Film Awards: quelle del regista Wilson Yip, del produttore Raymond Wong Pak-Ming, dello sceneggiatore Edmond Wong e, non ultimo, del coreografo marziale Sammo Hung Kam-Bo.
Lo sfondo dell’azione si sposta però in avanti nel tempo di circa quindici anni: avevamo lasciato Ip Man in fuga dalla città di Foshan, durante l’occupazione militare giapponese del sud della Cina, alla fine degli anni trenta. Nel 1949, la famiglia Ip si trasferisce dalla Repubblica Popolare Cinese all’allora colonia britannica di Hong Kong, in cerca di fortuna. Sconosciuto in città, Ip Man incontra però grandi difficoltà nel reclutare nuovi allievi: alla diffidenza dei tradizionalisti nei confronti del suo innovativo approccio allo stile Wing Chun, si aggiunge la ben più grave circostanza che molte scuole sono controllate dalle triadi mafiose e utilizzate come canale di reclutamento della manovalanza criminale. La serie di drammatiche e spettacolari sfide liberamente ricostruite dal film si conclude con un importantissimo incontro, destinato a influenzare, in maniera decisiva, la diffusione delle arti marziali cinesi a livello mondiale. Un ragazzino chiede al maestro di essere iniziato allo studio del Wing Chun: il suo nome è Lee Jun-fan, ma sarà presto noto a tutti sotto lo pseudonimo americano di Bruce Lee.























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