Dopo quasi cinque mesi di programmazione, Missione: Estremo Oriente chiude il suo primo ciclo proponendo al pubblico di Rai4 (stasera alle 201.10) la pellicola che ha rilanciato a livello mondiale il genere wuxiapian, il film epico-fantastico in costume di produzione cinese. Stiamo parlando de La tigre e il dragone (2000), capolavoro del maestro taiwanese Ang Lee, vincitore di due Golden Globe (film straniero e regia) e quattro premi Oscar (film straniero, fotografia, scenografie e colonna sonora).
Per questa sontuosa co-produzione internazionale (Taiwan/Cina/Hong Kong/Stati Uniti), presentata anche al 53° Festival di Cannes, Lee sceglie come protagonisti due grandi star del cinema d’azione di Hong Kong: Chow Yun-fat, volto-simbolo dei maggiori successi interni di John Woo, e Michelle Yeoh, già Bond-girl ne Il domani non muore mai. Ma a conquistare la scena è la rivelazione Zhang Ziyi, fresca di debutto (La strada verso casa, di Zhang Yimou, del 1999) e lanciata da questa pellicola verso la prestigiosa ribalta di Hollywood (dove nel 2005 interpreterà Memorie di una geisha).
Tratto da un romanzo di Wang Du-lu ambientato nella prima fase della dinastia Ching (XVIII secolo), il film mescola avventura e sentimenti, spettacolari passaggi d’azione e disegno psicologico dei personaggi. Al centro della vicenda c’è la spada chiamata il ‘Destino Verde’, passata dalle mani del prode maestro Li Mu-bai (Chow) a quelle della strega Volpe di Giada (Cheng Pei-pei). La battaglia per il possesso di quest’oggetto magico è lo specchio della ricerca di amore e felicità da parte di ciascuno dei personaggi: su tutti Li Mu-bai, la saggia spadaccina Shu-lien (Yeoh) – incapaci di dichiararsi l’un l’altra – e la bellissima Jen (Zhang), giovane di famiglia aristocratica dall’insospettabile doppia vita.























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